Nuove indicazioni per la gestione delle patologie tiroidee nelle donne che programmano una gravidanza, durante la gestazione e nel periodo successivo al parto. A proporle sono le nuove linee guida dell’American Thyroid Association (ATA), pubblicate nel 2026 e aggiornate rispetto alla precedente versione del 2017.
Il documento raccoglie le evidenze più recenti sulla diagnosi e il trattamento delle principali condizioni tiroidee in queste fasi della vita, dall’ipotiroidismo all’ipertiroidismo e alla malattia di Graves, fino alle patologie autoimmuni, ai noduli e al tumore della tiroide e alle disfunzioni tiroidee dopo il parto.
Durante la gravidanza la tiroide cambia
La gravidanza comporta importanti modificazioni fisiologiche che influenzano il funzionamento della tiroide e possono rendere più complessa l’interpretazione degli esami. Per questo, secondo le nuove linee guida, i valori di TSH e tiroxina libera (fT4) dovrebbero essere interpretati tenendo conto, quando disponibili, di intervalli di riferimento specifici per laboratorio e trimestre di gravidanza.
Il TSH rimane il principale indicatore dello stato tiroideo materno. In particolare, durante il primo trimestre è fisiologico osservare valori di TSH più bassi rispetto a quelli abituali al di fuori della gravidanza.
Attenzione ai fattori di rischio
Le nuove raccomandazioni sottolineano inoltre l’importanza di individuare le donne che presentano fattori di rischio per disfunzioni tiroidee e che potrebbero quindi necessitare di un controllo della funzione tiroidea durante la gravidanza.
Tra questi rientrano, per esempio, la presenza di anticorpi tiroidei, una storia personale o familiare di malattie autoimmuni della tiroide, precedenti interventi o radioterapia sulla tiroide, alcune terapie farmacologiche e condizioni associate a carenza di iodio. Il controllo è inoltre raccomandato nelle donne con una storia di infertilità o aborti ricorrenti, se non è già stato effettuato prima del concepimento.
Le linee guida sottolineano infine che la valutazione deve essere personalizzata: i risultati degli esami non devono essere interpretati isolatamente, ma nel contesto della storia clinica della paziente e della fase della gravidanza.
https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/10507256261445624