Ipertensione arteriosa polmonare, una malattia rara e seria: dalla ricerca nuove terapie per intervenire sulla progressione della patologia

“L’ipertensione arteriosa polmonare è una malattia rara ma seria, di cui si parla ancora troppo poco” afferma Stefano Ghio – Responsabile SS Cardiomiopatie – Trapiantologia e Ipertensione Polmonare IRCCS San Matteo di Pavia
Si tratta di una patologia dei vasi polmonari, spesso legata a fattori genetici, in cui le arterie si ispessiscono a causa di una crescita anomala delle cellule che rivestono e compongono le pareti dei vasi. Questo processo porta a un restringimento progressivo, rendendo più difficile il passaggio del sangue e riducendo l’ossigenazione dell’organismo.
Anche se nasce nei polmoni, le conseguenze non si fermano lì: nel tempo, il cuore è costretto a lavorare di più per pompare il sangue, fino a rischiare l’insufficienza cardiaca.
La buona notizia – annuncia Stefano Ghio – è che la ricerca ha fatto passi importanti. Identificata nel 1991, questa malattia fino alla fine degli anni ’90 non aveva terapie realmente efficaci. Dal 2000 in poi, però, sono stati introdotti diversi farmaci che hanno cambiato la gestione della patologia.
Se inizialmente le terapie puntavano soprattutto sulla vasodilatazione, oggi disponiamo di trattamenti innovativi che agiscono direttamente sulla causa della malattia, contrastando la proliferazione anomala delle cellule dei vasi polmonari.
La strada è ancora lunga – conclude Ghio – ma i progressi ci dimostrano quanto la ricerca possa fare la differenza nella vita dei pazienti.

Autore: Stefano Ghio