Intelligenza artificiale e reumatologia: nuove possibilità per diagnosi e cura

L’intelligenza artificiale (AI) sta entrando sempre più nel campo della medicina e anche la reumatologia sta iniziando a esplorarne le potenzialità. Dall’analisi delle immagini alla gestione dei dati clinici, fino al supporto durante le visite a distanza, diversi studi stanno valutando come l’AI possa affiancare i medici nella diagnosi e nel monitoraggio delle malattie reumatiche e muscoloscheletriche.

Dall’analisi dei dati alle immagini

Gli algoritmi di machine learning e deep learning possono elaborare grandi quantità di informazioni provenienti da cartelle cliniche, note dei medici, esami di laboratorio e immagini diagnostiche, contribuendo a identificare pattern e a supportare le decisioni cliniche.

Un campo particolarmente promettente è quello dell’imaging. Alcuni modelli di AI sono stati utilizzati per analizzare tecniche avanzate di imaging ottico e per individuare le caratteristiche più utili a distinguere diverse malattie reumatiche.

Anche l’ecografia muscoloscheletrica è al centro della ricerca. I modelli di deep learning possono aiutare a identificare e segmentare strutture nelle immagini ecografiche e supportare sia la formazione degli specialisti sia l’interpretazione degli esami. Un modello, per esempio, è stato sviluppato per riconoscere gli osteofiti e valutarli nelle immagini ecografiche delle articolazioni della mano, con risultati di concordanza con l’esperto leggermente superiori rispetto a quelli precedentemente osservati tra diversi specialisti.

Possibili applicazioni anche nella telemedicina

L’AI potrebbe inoltre diventare uno strumento di supporto nelle visite a distanza. Uno degli studi raccolti ha valutato una rete neurale in grado di analizzare fotografie standardizzate delle mani scattate con uno smartphone, identificando segni di infiammazione in alcune articolazioni.

La buona accuratezza diagnostica osservata suggerisce un possibile utilizzo della computer vision nello screening e nel follow-up delle artriti infiammatorie che coinvolgono le mani.

Un supporto, non un sostituto del medico

L’obiettivo non è sostituire il reumatologo, ma creare strumenti capaci di aumentare le capacità del professionista, rendendo l’analisi dei dati più efficiente e riducendo la variabilità nell’interpretazione di alcune informazioni.

Prima di un’integrazione nella pratica clinica quotidiana, tuttavia, rimangono diverse sfide: limiti tecnici, aspetti regolatori, dimensioni ridotte di alcuni studi e rischio di overfitting.

La ricerca è ancora in una fase di sviluppo, ma i risultati ottenuti finora indicano che l’intelligenza artificiale potrebbe avere un ruolo crescente nella diagnosi, nel monitoraggio e nella gestione delle malattie reumatiche e muscoloscheletriche.

https://www.frontiersin.org/journals/medicine/articles/10.3389/fmed.2024.1402871/full