L’inquinamento atmosferico è un importante fattore di rischio per la salute cardiovascolare. L’esposizione agli inquinanti presenti nell’aria è associata a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, infarto e ictus, oltre che di patologie respiratorie e metaboliche.
Tra gli inquinanti, le particelle sottili (PM2,5) sono quelle per cui le evidenze sugli effetti cardiovascolari sono più solide. Si tratta di particelle microscopiche che possono raggiungere in profondità i polmoni e attraversare la barriera alveolare, contribuendo a processi di infiammazione e danno dell’endotelio, il tessuto che riveste i vasi sanguigni.
Questi meccanismi possono favorire lo sviluppo o il peggioramento di condizioni come ipertensione, malattia coronarica e diabete, aumentando di conseguenza il rischio cardiovascolare.
L’inquinamento atmosferico è una miscela complessa di sostanze provenienti da diverse fonti, tra cui traffico, attività industriali, produzione di energia, riscaldamento domestico e combustione di carburanti. Anche il biossido di azoto (NO₂), spesso utilizzato come indicatore dell’inquinamento legato al traffico, è associato a effetti negativi sulla salute.
Proteggere la salute del cuore
Ridurre l’esposizione all’inquinamento atmosferico è importante soprattutto per le persone più vulnerabili e per chi presenta già fattori di rischio cardiovascolare. Conoscere il legame tra qualità dell’aria e salute del cuore è un ulteriore passo verso una maggiore prevenzione delle malattie cardiovascolari.