Granulomatosi eosinofila con poliangite, diagnosi precoce e approccio multidisciplinare per una gestione più efficace

Sara Monti, responsabile dell’Unità di Immunologia, Allergologia e Reumatologia dell’Istituto Auxologico Italiano di Milano, parla della granulomatosi eosinofila con poliangite (EGPA), una malattia rara e complessa che richiede un approccio multidisciplinare per una diagnosi precoce e una gestione efficace.
“La EGPA (Granulomatosi eosinofila con poliangite) è una malattia autoimmune rara e sistemica, causata da un’infiammazione dei piccoli vasi sanguigni (vasculite), spesso associata alla positività ANCA.
Colpisce più frequentemente tra i 40 e i 50 anni e si sviluppa spesso in fasi successive. I sintomi iniziali sono, nella maggior parte dei casi, asma ad esordio in età adulta—spesso severa—e polipi nasali” spiega la dottoressa Monti.
La malattia può evolvere coinvolgendo diversi organi, tra cui cuore (miocardite), sistema nervoso, apparato gastrointestinale e cute.
Una delle principali criticità è il ritardo diagnostico, dovuto sia alla natura aspecifica dei sintomi iniziali sia all’assenza di marcatori o criteri diagnostici altamente specifici .
L’approccio multidisciplinare tra diversi specialisti è fondamentale: reumatologo o immunologo come figura di riferimento, con pneumologo, otorinolaringoiatra, neurologo, cardiologo consente una diagnosi precoce e una gestione più efficace nel tempo.
“Oggi è disponibile una nuova opzione terapeutica, il benralizumab, che agisce in modo mirato sugli eosinofili, cellule chiave coinvolte nella patologia. Questo trattamento – afferma la dr.ssa Sara Monti – ha dimostrato di favorire la remissione in molti pazienti e, in alcuni casi, di ridurre o sospendere la terapia con corticosteroidi.
Un aspetto importante, considerando che il cortisone, pur essendo molto efficace, è associato a effetti collaterali significativi quando utilizzato a lungo termine.

Autore: Sara Monti