L’artrosi è la forma più comune di malattia articolare e rappresenta una delle principali cause di dolore e disabilità cronica, soprattutto con l’avanzare dell’età. Non riguarda soltanto la progressiva usura della cartilagine: oggi viene considerata una patologia che coinvolge l’intera articolazione, compresi l’osso subcondrale e la membrana sinoviale.
Dolore e rigidità tra i sintomi più comuni
Il sintomo principale è generalmente un dolore articolare profondo e persistente, che tende a peggiorare con l’uso dell’articolazione. Possono comparire anche una riduzione della mobilità, crepitii e gonfiore.
La rigidità può manifestarsi dopo periodi di riposo, mentre quella mattutina dura solitamente meno di 30 minuti.
Nell’artrosi della mano sono colpite soprattutto le articolazioni interfalangee distali, ma possono essere interessate anche quelle interfalangee prossimali e l’articolazione alla base del pollice. A livello delle dita possono comparire i noduli di Heberden, dovuti alla formazione di osteofiti.
Come si arriva alla diagnosi
La diagnosi si basa principalmente sulla valutazione clinica e sugli esami radiografici. Non esistono, infatti, alterazioni specifiche degli esami di laboratorio che permettano da sole di diagnosticare l’artrosi.
La radiografia è generalmente l’esame di imaging di riferimento: può evidenziare la riduzione dello spazio articolare e alterazioni dell’osso, come sclerosi subcondrale e cisti.
La risonanza magnetica non è necessaria nella maggior parte dei casi, ma può essere utile quando si sospettano altre problematiche articolari. Anche l’ecografia ha applicazioni selezionate, per esempio per guidare infiltrazioni in articolazioni difficili da raggiungere.
Movimento e gestione del peso al centro del trattamento
La gestione dell’artrosi parte innanzitutto da interventi non farmacologici. Educazione del paziente, attività fisica, fisioterapia, esercizi di rafforzamento muscolare e, quando necessario, perdita di peso rappresentano elementi fondamentali del trattamento.
Anche l’applicazione di caldo o freddo e alcune strategie per ridurre il carico sulle articolazioni possono contribuire alla gestione dei sintomi.
Quando queste misure non sono sufficienti, possono essere utilizzati farmaci, tra cui farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e, in alcuni casi, infiltrazioni di corticosteroidi. La scelta del trattamento varia in base all’articolazione coinvolta, alla gravità dei sintomi e alle caratteristiche del paziente.
Quando può essere necessario l’intervento chirurgico
Se i sintomi persistono nonostante il trattamento medico, può essere presa in considerazione una valutazione ortopedica. A seconda della situazione, le opzioni chirurgiche possono comprendere osteotomia o artroplastica, in particolare per l’artrosi avanzata di ginocchio o anca.
L’obiettivo della gestione è quindi controllare il dolore, preservare la mobilità e mantenere il più possibile la qualità di vita del paziente.