Il costo nascosto del cancro: miliardi di dollari persi per morti premature

Le morti premature per cancro non hanno conseguenze soltanto sulla salute e sulla vita delle persone, ma rappresentano anche una significativa perdita per famiglie, comunità e società. A quantificare questo impatto è uno studio dell’International Agency for Research on Cancer (IARC) e collaboratori, pubblicato il 24 settembre 2025 sul Journal of the National Cancer Institute.

La ricerca ha stimato, per il 2022, il valore della produttività persa a causa delle morti premature per 36 tipi di tumore in 185 Paesi, considerando sia il lavoro retribuito sia quello non retribuito, come l’assistenza ai familiari e il lavoro domestico.

Il peso maggiore: tumori del polmone,mammella e fegato

In termini assoluti, il tumore del polmone è risultato responsabile della quota maggiore della perdita di contributi sociali, con circa 88 miliardi di dollari, pari al 15,6% del totale globale.

Seguono il tumore della mammella, con circa 55 miliardi di dollari, e i tumori del fegato e del colon-retto, con circa 50 miliardi ciascuno.

Secondo gli autori, questi dati evidenziano anche il potenziale valore sociale della prevenzione e del controllo dei tumori ad alto impatto, attraverso interventi come la cessazione del fumo, una sana alimentazione, la riduzione del consumo di alcol e la vaccinazione contro l’epatite B.

Quando il tumore colpisce più giovani

Alcuni tumori meno frequenti, tra cui melanoma della pelle, tumore del testicolo e tumori cerebrali, possono determinare una perdita particolarmente elevata per singolo decesso.

Il motivo è legato soprattutto all’età: quando la malattia provoca una morte in età più giovane, il periodo di contributo lavorativo e sociale che viene perso è maggiore.

Lo studio sottolinea quindi l’importanza di investire non solo nella prevenzione e nel controllo dei tumori più diffusi, ma anche nello sviluppo di strategie efficaci per quelli meno comuni.

Anche il lavoro non retribuito conta

Una delle caratteristiche dello studio è l’inclusione del lavoro non retribuito, che comprende attività essenziali per il funzionamento delle famiglie e delle comunità, come la cura delle persone a carico e il lavoro domestico.

Considerare anche queste attività permette di ottenere una stima più completa dell’impatto sociale delle morti premature e mette in evidenza le disuguaglianze di genere, considerando che le donne continuano a svolgere una quota sproporzionata del lavoro non retribuito.

Un impatto destinato a crescere?

Lo studio ha inoltre valutato cosa accadrebbe innalzando l’età pensionabile da 65 a 70 anni. In questo scenario, il valore delle perdite sociali associate alle morti premature per cancro nel 2022 sarebbe salito a 904 miliardi di dollari.

Il dato sottolinea quanto la prevenzione e il controllo del cancro possano avere un valore che va oltre il numero di vite salvate, contribuendo anche a preservare nel tempo il ruolo delle persone nelle famiglie, nel lavoro e nella società.

https://www.iarc.who.int/wp-content/uploads/2025/09/Cancer_Hidden_Cost_QA.pdf